BIOGRAFIA

Rita Botto è una cantante che trova nella sua Sicilia l’energia di riprendere le radici sonore che oggi son tornate di attualità. Artista versatile, la cui principale dote è la comunicatività, vanta una voce mediterranea tutta da scoprire: potente, duttile, spesso accarezzata da un vento aspro e malinconico. Nata nel 1957 alle pendici dell’Etna, nella barocca Catania, Rita Botto musicalmente esordisce a Bologna, vero trampolino di lancio per il suo futuro artistico. Svariate e molteplici sono le iniziative musicali e teatrali abbracciate in tanti anni di palcoscenico: gli stili che Rita Botto fa propri vanno dal repertorio della musica leggera italiana a quella brasiliana, passando per i registri afroamericani del blues e del jazz. L’esperienza di canto dell’artista siciliana viene messa anche al servizio dell’insegnamento, sia alla “Scuola di Musica Moderna” di Ferrara sia alla Scuola di Teatro “Baule dei Suoni” di Bologna.

Durante un lungo periodo di riflessione nasce la voglia di dare voce ai suoni della propria lingua: il siciliano. Il calore del timbro della voce, la passionalità, quella sua maniera di mettere in scena una certa espressività “teatralmente” mediterranea calzano a pennello per l’inizio di questa esperienza. Folgorante è stata la scoperta della cantante folk Rosa Balistreri, vera icona della canzone tradizionale siciliana, che è stata per lei rivelatrice di grandi tesori del genere popolare. Inizia così l’attività concertistica in giro per l’Italia, accompagnata da musicisti che reinterpretano la tradizione popolare in una chiave moderna di matrice world-jazz che trova la sua prima espressione su disco in “Ethnea”, un esperimento che segna, però, il nuovo percorso artistico.

Il 2004 è l’anno della svolta, quello della prima tournée internazionale con Banda Ionica e Roy Paci, in importanti festival a Siviglia e Barcellona; e soprattutto l’anno del vero esordio discografico con “Stranizza d’amuri”, 14 canzoni tra brani originali e cover d’autore, prodotte dalla Recording Arts di Roy Tarrant, che la lanciano tra le protagoniste della nuova musica di Sicilia.

Nel 2007 Rita Botto “incontra” Carmen Consoli: ne nasce un sodalizio artistico che le garantisce ampia visibilità. La Botto è tra i pilastri che danno vita alla tournée della Consoli “La Musica Antica del Nuovo Millennio” insieme con i Lautari e Alfio Antico. Tra i prestigiosi palcoscenici toccati l’Auditorium di Roma, il Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, il Conservatorio di Milano, il Teatro Massimo Bellini di Catania, e il Giffoni Film Festival. A novembre 2007 arriva il secondo disco, “Donna Rita”, un doppio cd nel cui packaging c’è spazio anche per la ristampa di “Ethnea”. Il progetto è prodotto ancora una volta da Roy Tarrant, questa volta con l’etichetta “Kind of blue”, dove Rita Botto si misura ancora di più con il suo talento d’autore. Di questo se ne accorge la trasmissione culto di Radio Rai 3 “Radio 3 suite” che, a ridosso dell’uscita del disco, la ospita in voce e musica nei suoi studi romani.

Nella magica cornice di Piazza Università di Catania, la sera del 31 maggio 2008, nell’ambito di Etnafest sotto la direzione artistica di Carmen Consoli, Rita Botto prende parte al bellissimo spettacolo dedicato alla figura di Rosa Balistreri, un appassionato omaggio musicale delle voci più importanti della canzone italiana tra le quali Ornella Vanoni, Paola Turci, Giorgia, Nada, Marina Rei, Etta Scollo e la stessa Carmen Consoli.
Anche la televisione fa proprio il talento di Rita Botto. Nel gennaio 2008 arricchisce la “banda” di cantanti e musicisti siciliani ospiti del programma di Rai 2 “Scalo 76” duettando con Roy Paci nel brano “Rosa”. Nello stesso anno avviene la consacrazione: mentre Carmen Consoli la definisce “la nuova Amalia Rodriguez”, la voce della Botto ritma con la sua sicilianità la soap-opera/romanzo popolare “Agrodolce”, serie televisiva ambientata in Sicilia andata in onda su Rai 3. Nell’estate 2008 incomincia per l’artista catanese un lungo tour in Spagna, Portogallo e Francia insieme alla Med Set Orkestra composta da Akim El Sikameya, Custodio Castello, Mara Aranda, Riccardo Tesi, Vasilis Papageorgiu, esperienza conclusa con un cd dal vivo.

Il 2009 si apre con la partecipazione al 10° Festival della canzone Siciliana di Antenna Sicilia, dove si classifica al 2° posto con il brano “Sonnu Sonnuzzo”, brano scritto in collaborazione con Giancarlo Parisi e Faisal Taher. Nel 2010, nell’ambito della rassegna catanese ”Canti e cunti 4 chiacchiere in cortile”, nello spettacolo “Il viaggio di Ulisse” avviene un incontro inedito, ma riuscito, tra i ritmi di Toni Esposito e la melodia mediterranea di Rita.

Il 2011 è l’anno del cinema. Escono 2 film documentario in cui sono inseriti alcuni momenti dal vivo della Botto: il primo, ”La voce di Rosa” con la regia di Nello Correale, narra la vita della cantante licatese Rosa Balistreri, dove tra interviste, foto, concerti, Rita fa testimonianza intonando “Curri cavaddu miu”. Il secondo film documentario, “Andata e ritorno” presentato al festival del cinema di Venezia, vede l’esordio come regista dell’attrice Donatella Finocchiaro che racconta una Catania musicale e artistica a cavallo tra gli Anni 80 e 90. Anche qui alcune immagini ritraggono Rita mentre canta il brano “A vò” al Teatro Massimo Bellini di Catania.
Sempre alla fine dell’estate del 2011, a Vizzini, nell’ambito delle manifestazioni verghiane, viene messo in scena ”Le Donne di Verga”, spettacolo con la regia di Guglielmo Ferro, che tratta del tema delle donne vinte ma anche di popolane e donne inarrivabili: Rita Botto partecipa in veste di cantante affiancata dai musicisti Alfio Antico, Puccio Castrogiovanni e dalle attrici Donatella Finocchiaro e Francesca Ferro.

Nel 2012 ,Rita realizza il suo sogno d’incidere un disco sulle ninnananne siciliane, dal titolo “Ninnaò”, puntando sulla ricerca dell’essenzialità e dell’eleganza. Nello stesso anno, per il festival internazionale ”La Notte di Giufà”, la Botto e La Banda di Avola rielaborano canzoni del repertorio isolano, raggiungendo una nuova sintesi, potente, emozionante, a volte ironica tra due espressioni musicali radicate nella cultura popolare siciliana:il canto femminile e le bande cittadine.

Da questa esperienza nasce, a distanza di pochi mesi da “Ninnaò”, un altro lavoro discografico da titolo ”Terra ca nun senti”, che farà il suo debutto dal vivo nel febbraio 2013 al Cine Teatro Odeon di Catania, per la rassegna curata dall’Associazione Musicale Etnea, con largo consenso da parte del pubblico, registrando il tutto esaurito. Nel mese di luglio Rita Botto e La Banda Di Avola sono protagonisti, assieme ad un altro ospite eccezionale, Beppe Fiorello, nella  serata inaugurale del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi; subito dopo la loro esibizione è stato proiettato in anteprima del loro video clip ”Cantu e Cuntu” realizzato da Fabio Leone e Antonella Barbera, girato proprio nella piazza di Marzamemi dove ha luogo il Festival.
Solo un mese dopo, ad agosto, nell’anfiteatro di Milo prenderanno parte all’omaggio a Lucio Dalla, condotto da Red Ronnie, assieme ad altri artisti di fama nazionale, presentando una rielaborazione del brano “E dire che ti amo” dell’artista bolognese.

Sempre nel 2013 la voce della Botto diventa la colonna sonora per il film documentario “All’ombra del Gigante” diretto da Adriano Cutraro e Mirko Melchiorre, il cui intento è di valorizzare le radici culturali di popoli differenti, dimostrando come sia possibile ritrovare tratti comuni, dai quali far nascere una reciproca intesa. ”All’ombra del Gigante” ha vinto il premio della Critica al recente Festival di Taranto ed è stato invitato a partecipare a diversi festival tra i quali quello cinematografico di Taormina.

Nell’aprile del 2014 Rita e La Banda di Avola vengono invitati a suonare nella bellissima Cattedrale di Cartagine a Tunisi ,come rappresentati della cultura siciliana , all’interno del festival “Saveurs et Savoirs du Sud”. Nel luglio dello stesso anno a Rita e a Banda  viene riconosciuto un prestigioso premio, quello nazionale della “Città di Loano” come miglior disco del 2014(Terra can un senti).

Nel 2015 Rita e La Banda di Avola ,suonano per due importanti concerti al Nord ,il primo per la rassegna “Mercanti di Sale 2” a Cervia per il Ravenna Festival e l’altro dal titolo”Quando la Banda passò”, una sfilata di Bande provenienti da varie parti del Mondo,per il concerto di Capodanno Città di Torino,dove aprono lo spettacolo che culminerà con l’esibizione di Vinicio Capossela e la Banda della Posta in Piazza S.Carlo. Sempre in coppia con la Banda sono ospiti della trasmissione “On The Road” un programma sulle musiche tradizionali, su Sky Arte presentato da Joe Bastianich.Invece come solista accompagnata da Giuseppe Finocchiaro ,prende parte ad un interessante progetto inedito di video mapping,proiezioni di immagini su superfici reali con effetti tridimensionali,con la regia di Guglielmo Ferro,testi di Margareth Mazzantini e Ottavio Cappellani,insieme sul palco con l’attore Franco Oppini, il cantautore Mario Venuti, i danzatori della compagnia Mnai’s ed altri ,per uno spettacolo multidisciplinare,Palazzo degli Elefanti a Catania 2015. Nel ricco palmares di Rita Botto, numerosi sono i riconoscimenti artistici alla voce ed alla carriera. Tra le varie collaborazioni:Teo Ciavarella, Felice del Gaudio, Alfredo Laviano, Daniele di Bonaventura, Paolo Caruso, Giuseppe Finocchiaro, Massimo Tagliata, Roberto Rossi, Carlo Cattano, Giancarlo Parisi, Dounia,ecc.